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PONTI a RISCHIO CROLLO: scopri dove sono sulla MAPPA

I ponti, i cavalcavia, della rete stradale italiana sono a rischio crolli. Tutti i ponti costruiti in Italia fra gli anni ’50 e ’60 sono a forte rischio. Ciò perché il calcestruzzo usato allora per coprire le parti ferrose dall’usura e dall’ossidazione è arrivato alla fine del suo ciclo vitale. Inoltre erano ponti progettati per sostenere un carico di traffico ben inferiore di quello attuale. In Italia ci sono circa 1 milione e mezzo di ponti e sotto controllo ce ne sono solo 60 mila, ma degli altri non si sa quasi nulla e infatti ne crollano una ventina l’anno senza che facciano notizia.

Le parole di preoccupazione degli esperti accendono l’attenzione sui ponti a rischio crolli. A Catanzaro si trova il Ponte Bisantis costruito negli anni ’60 il cui progettista è lo stesso di quello di Genova, Morandi. Si tratta di un ponte lungo 468 metri ad arco singolo in calcestruzzo armato, uno dei più grandi in Europa e nel mondo per ampiezza della luce.

Lo scorso anno dopo i crolli dei viadotti furono sottoposti a controlli i ponti e i viadotti sull’A24, strutture costruite negli anni ’60 e che nei decenni hanno subito forti scosse telluriche. Ispezioni richieste per 8 ponti: Della Noce, Cannuccette  e Santo Stefano, nei pressi di Castel Madama; Pietrasecca a Carsoli; Pie’ di Pago III e Fiume Salto, vicino Torano; Valle Orsara e il viadotto Fornaca tra Lucoli e L’Aquila.

 

Il Corriere della Sera dopo la tragedia di Genova riporta che sulla superstrada fra Milano e Meda ci sono quattro cavalcavia pericolosi (ponte 14 e ponte 12 all’altezza di Cesano Maderno; il 10 a Bovisio Masciago e lo svincolo 26), ma solo uno, il 10, è chiuso al traffico.

Ci sono poi viadotti che fanno paura. Ad esempio il cosiddetto “ponte del Diavolo” ovvero il Viadotto Scescio sulla SS658 “Potenza-Melfi”, in Basilicata. Il ponte attraversa la vallata ad un’altezza di 115 metri. Il problema qui sono i piloni consumati con il cemento eroso e le armature di ferro scoperte ed esposte agli agenti atmosferici. Nell’attesa dell’inizio dei lavori (2019) si è deciso di limitare il traffico ai mezzi pesanti. Dopo il crollo del viadotto sulla Milano-Lecco in Lombardia è stato chiuso – a titolo precauzionale – anche il cavalcavia Isella a Civate.

Anche il viadotto Cannavino in corrispondenza del km 43,000 della strada statale 107 “Silana Crotonese” a Celico (CS) è stato chiuso al traffico per accertamenti, ma solo il 21 agosto 2018. Il ponte ora è stato nuovamente riaperto al traffico in senso unico alternato come già si faceva a partire da giugno.

Anche il viadotto “La Manna” sulla strada statale 90 direttissima “Delle Puglie” ad Ariano Irpino (Avellino) era stato chiuso al traffico in via precauzionale a metà luglio. Il ponte è stato riaperto al traffico ma solo con il senso unico alternato per evitare di sovraccaricare la struttura.

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